Educazione sentimentale, MTV style

24 Gen

A forza di dire che la televisione ormai e’ come il cinema a MTV, che una volta deteneva il monopolio della visione giovanile, devono avere pensato “eccoci, ci siamo anche noi”. E cosi’ ecco SKINS (versione americana, e’ un’altra idea della vecchia Inghilterra) che arriva con piu’ richiami a John Hughes che a Rohmer ma soprattutto tante spruzzate di Larry Clark, il regista che nel lontano 1995 racconto’ in KIDS “le vite segrete degli adolescenti” (e’ lo stesso slogan del lancio di SKINS, la nuova serie di MTV partita la scorsa settimana).
Scandalo telecomandato allora per questo prodotto sex&drugs&rock and roll (and plastic). I teenagers di KIDS di Larry Clark erano un calcio nello stomaco e la Disney dovette distribuire il film con una societa’ satellite creata per l’occasione.
Nel caso di Skins siamo solo all’ultimo parto di un brand, MTV, che lotta disperatamente per non perdere il volatile ascolto degli under 20 (dai 636.000 telespettatori di media del 2005 MTV era sceso ai 481.000 del 2009). Con JERSEY SHORE l’operazione e’ riuscita. Ma con altri programmi che ugualmente hanno rincorso piattamente i tempi moderni non e’ andata cosi’ bene ed hanno modificato il pubblico di riferimento di MTV, andando verso i sobborghi e mollando la citta’, scegliendo la marginalita’ e abbandonando il cuore della maggioranza (silenziosa) adolescenziale. Skins e’ il tentativo di rimettere la bussola al centro. Di fare un nuovo THE REAL WORLD (la serie che ha segnato un’epoca ), disegnato sul mutato campione giovanile. Si segue un gruppo di ragazzi midlle class che da subito capiamo hanno dimestichezza con fumo, sesso e furbizie varie da “street smart”, ragazzi di strada. Al contrario di quelli delle scuole elitarie, che sarebbero (notoriamente?) piu’ tonti. L’invasione della festa di ragazzi ricchi della nostra banda di ragazzotti e’un classico. Come e’ da manuale la distruzione della casa e conseguente fuga.
Ma e’ quello che e’ accaduto dopo la prima di SKINS che ha cominciato a preoccupare i dirigenti di MTV. Spingendo in folle la leva del linguaggio, del sesso e di qualche vizietto, sulle orme di Jersey Shore, non si e’ pensato che in quel caso sono maggiorenni in un reality continuamente beeppato e qua invece siamo in una fiction con attori minorenni. Apriti cielo e chiuditi tasche!!!
Prima Taco Bell (fast food) e poi Wrigley’s (chewing gum) hanno annunciato il loro ritiro da sponsor di Skins e General Motors si e’ affrettata a dire che non comprera’ spazi nel programma. E come se non bastasse ha cominciato a girare la notizia che potrebbero arrivare accuse di “child pornography”, pornografia minorile e una investigazione federale. Non esattamente gli esiti sperati da MTV, dove si erano appena congratulati per il grande ascolto (oltre tre milioni) e le critiche complessivamente non giustizialiste.
Io vorrei stare su un terreno piu’ garantista, quello della critica. Avevo visto la serie inglese originale su BBC America (Skins letteralmente significa “pelli”, nel senso di corpi nudi ed e’ alla vigilia della sua quinta stagione inglese) e mi era piaciuta parecchio. Un film e’ in preproduzione.
A me non interessa cosa dicono (semaforo rosso, non guardatela) al potente conservatore PARENTS TELEVISION COUNCIL (i cui giudizi sono temuti e presi in considerazione dalle corporations che pagano la pubblicita’). Anzi ho voluto vedere la prima puntata con mio figlio di tredici anni, che tanto l’avrebbe vista o scaricata da solo, molto probabilmente.
In America Skins e’ passato per il car wash di Hollywood (anche se girato in Canada) e il risultato e’ un prodotto pettinato (anche quando e’ spettinato) e lucido (anche se a MTV hanno detto che sei dei nove personaggi principali non hanno mai recitato prima). Non avranno recitato (e si vede) ma hanno visto molta televisione, con tutte le smorfie e mossette dei loro coetanei attori di Disney Channel.
Tommaso, mio figlio, alla richiesta di un commento, ha detto “E’ OK” ed e’ tornato ai suoi videogames. Io ho ringraziato il cielo di appartenere alla generazione che ha saltato I RAGAZZI DEL MURETTO. Ma non posso dimenticare che gridai al (quasi) miracolo quando registrai su VHS la prima serie di Real World a New York nel 1992.
MTV, il “Forever Young Network”, da allora e’ vivo e prova a lottare insieme a noi.

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