AMERICAN IDOL 1. LE DIECI DOMANDE.

28 Gen

Fenomenologia della celebrita’ ovvero di Simon, che non c’e’ piu’, per ora.

E’ ripartito la scorsa settimana il treno di AMERICAN IDOL (FOX), il piu’ forte, compatto, semplice programma televisivo che supera i dualismi kantiani della televisione del secolo scorso e celebra il trionfo della fenomenologia del doppio Simon che ha creato la macchina che corre di piu’, consumando di meno, e ci regala il sogno della modernita’.
Vabbe’ non sara’ tutto cosi’ il resto di questo post.
Volevo solo introdurre con il massimo di fragore e solennita’ il grande assente della nuova serie di American Idol. L’inglese (tanti inglesi nella tv americana) SIMON COWELL, di professione produttore discografico e giudice dei talent shows POP IDOL, THE X FACTOR, BRITAIN’S GOT TALENT, AMERICAN IDOL. I giudici televisivi sono il punto d’arrivo per quelli che provano a scalare la celebrita’ ma anche loro sono in gara. Sono spesso gia’ famosi nei loro settori e, con la televisione, aspirano all’immortalita’.
Ha appena detto il presidente Obama, nel discorso sullo Stato dell’Unione: “bisogna insegnare ai nostri figli che la fama e’ il risultato di duro lavoro”. E probabilmente Simon Cowell e’ d’accordo perche’ American Idol non e’ BIG BROTHER, Grande Fratello, ma e’ duro lavoro (piu’ doti innate).
Sulla fama e la genesi (e deriva) del percorso che conduce alla celebrita’ si sono misurati tutti, proprio tutti, fino a Granta, a Harper’s, a Lapham’s Quaterly, per citare solo tre pubblicazioni elitarie. Per le altre e’ pane quotidiano.
Siamo alla decima stagione e dal 2002 ad oggi, per sei anni consecutivi, American Idol e’ stato il programma piu’ visto, caso unico nella storia della televisione americana. E per nove stagioni Simon Cowell ha fatto il giudice di American Idol, marchiando per sempre il programma con la sua franchezza non ideologica, con il suo sarcasmo spesso offensivo, contro i parametri della televisione accomodante, buona madre e sorella. Simon se ne fregava di tutto e di tutti (naturalmente in apparenza) e ha scassato l’ascolto, trascinando il programma su lidi dove sara’ difficile raggiungerlo. Ha creato una modalita’ di espressione del giudizio universale senza se e ma che ha prodotto replicanti in giro per il mondo (che naturalmente avevano quella innatezza li). Ha allargato il quadro delle possibilita’ televisive che fino ad Avanti Simon (prima e dopo il Signore della televisione) era fatto solo di conduttori simpaticoni.
A me Simon sta, come suol dirsi, cordialmente antipatico. Ma laicamente riconosco il suo primato. L’ombra del Simon che non c’e’ piu’ ha pesato sull’ascolto della prima di American Idol (che aveva pero’ gia’ segnato una discesa anche con lui presente). Parliamo sempre di cifre pazzesche. Fino ad oggi una media di 24.5 milioni. Per la prima 26.2, meno del 13% rispetto allo scorso anno (ma alla seconda ha fatto meglio).

Il ruolo del giudice cattivo e’ splittato quest’anno tra il veterano RANDY JACKSON e la hard-rock-star (150 milioni di dischi venduti) STEVEN TYLER che, con il suo sorrisetto mummificato a meta’ tra un Keith Richards tirato e Cleopatra, fa battute acchiappafemmine alle giovani concorrenti. Al centro del tavolo dei tre giudici brilla adesso JENNIFER LOPEZ. JLo e’ la piu’ dispiaciuta quando si tratta di bocciare e comunque lo fa sempre con grazia. Troppo buona si sono chiesti subito i critici, abituati all’infame Simon?
A me sembra una buona chimica tra i tre, che ci hanno condotto nelle prime puntate del format di ferro attraverso le storie di Chris e la sua fidanzata che stava per sposare prima che un incidente la immobilizzasse per sempre in carrozzella lasciandole danni cerebrali e che era al provino, di Melinda arrivata dal Kosovo, di Brett (16 anni) preso in giro e molestato dai compagni di scuola perche’ gay, di Brielle (anche lei 16) che vive con il padre con cancro alla gola, di Travis (pure 16) senzacasa, di Paris che ha una figlia con handicap che alleva da sola .
Naturalmente non solo lacrime ma anche risate, rabbia, insulti perche’ l’impasto deve contenere tutto, come quelle frittate fatte con quello che e’ rimasto nel frigorifero. Piu’ buone della cena della sera prima. E qua chiudo la mia prima puntata di AMERICAN IDOL, decima stagione. Il campionato e’ appena cominciato e c’e’ ancora da dire tutto.

1. Il vero business dov’e’? E di chi e’?
2. Perche’ piace piu’ ai destri che ai sinistri?
3. Chi c’e’ dietro la macchina che porta al paradiso dei famosi?
4. Chi ha copiato chi, con questo format? E chi e’ l’altro Simon?
5. Fa vendere piu’ musica veramente?
6. E’ una gara pulita?
7. Contano piu’ il reality o le doti canore per vincere?
8. Come hanno reagito gli altri networks e che sta preparando Simon?
9. Stesso successo in tutto il mondo ?

E per finire le DIECI DOMANDE, ecco la domandona finale:

10. Da Andy Warhol a Simon Cowell. 15 minuti di fama per tutti, una religione o un programma tivu?

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