La morte della privacy. Un libro e una conversazione

29 gen

Censure e profiling degli users sono oggi una parte importante della conversazione nei social media e nella rete, in generale. E, come sappiamo, tra i governanti del mondo, con differenze di punti vista non da poco tra America ed Europa. Certo poi ci sarebbero gli sbarchi a Wall Street di Facebook e, a seguire, di Twitter ma questi sembrerebbero affari loro. Invece sono affari nostri anche questi. Perché la penetrazione nei nuovi mercati, nel mondo più’ o meno libero o liberato dagli stessi social media e’ ovvia materia di contrattazione con i governi ma anche con Procter and Gamble e Madison Avenue. Si parla più del primo fronte di trattative che non del secondo, come se le corporations fossero” people” ( tanto per citare una recente dichiarazione di un candidato alla Casa Bianca ).
Fase molto delicata di transizione per i giganti che hanno aperto la nostra vita sociale nella rete e che hanno costruito le autostrade che noi percorriamo come fossimo sulle moto di Easy Rider, avendo rimosso il finale del film. Corriamo ebbri di amici e followers verso il Sol dell’avvenire.
Un libro , recensito oggi sulla Book Review del New York Times dal critico ( di tutto ) Evgeny Morozov, dice di questi passaggi e propone una Costituzione dal basso degli users, i clienti, noi. “So chi sei e so cosa hai fatto” dice il titolo orwelliano di Lori Andrews che propone una “social network constitution” in 10 articoli molto americanocentrici. Perché’ se sul primo articolo , “il diritto alla connessione”, siamo tutti d’accordo poi sull’accezione larga del free speech ci sarebbero differenze tra Europa ed America. Ad esempio, dice Morozov, in Europa esistono ragionevoli dubbi/barriere alla negazione dell’Olocausto. Facebook per Lori Andrews sta riscrivendo il contratto sociale. Morozov , lo sappiamo,  sostiene che noi la libertà’ ce la siamo venduta da tempo senza pensarci troppo pur di cinguettare e cercare amici e critica Andrews per non proporre insieme una visione più’ alta/larga e nello stesso tempo un’attivismo, un movimento. Occupy Internet, ecc. Ci hanno gia’ pensato e non e’ cosa semplice.
Tanto per non farci mancare niente e perche’ e’ domenica ecco il video di una conversazione dello scorso dicembre a Stanford tra lo stesso Morozov e Andrew McLaughlin a proposito della libertà nella rete.
Andrew e’ stato Deputy Chief Technology Officer of the United States, alla Casa Bianca per Obama, dal 2009 al 2011. E prima Head of global policy per Google. Oggi e’ tante altre cose, uno che ci capisce.

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