BILL. Diario pubblicitario della campagna elettorale americana

30 gen

BILL e’ una nuova rivista trimestrale realizzata da TITA, agenzia pubblicitaria milanese. E’ dedicata a William “Bill” Bernbach, un signore che “ha ispirato generazioni di creativi in tutto il mondo”. Sono stato invitato a fare un diario pubblicitario della campagna elettorale americana. Qua e’ il primo pezzo, tradotto in inglese. Ancora non eravamo entrati nel pieno della negative campaign di questo ultimo mese. Ma c’erano i segnali. Si comincia da quello che e’ ormai un classico del genere, il Daisy Ad del 1964, una campagna dello stesso Bill. “Una bambina di quattro anni sfoglia una margherita in un prato, contando i petali che stacca, uno ad uno . Arrivata a nove parte una voce off di un countdown. Poi appare il fungo di un’esplosione nucleare e la voce, inconfondibile, del presidente Johnson dice che questa e’ la sfida che abbiamo davanti. ” Lavorare per un mondo in cui tutti i figli di Dio possano vivere oppure finire nell’oscurità. Dobbiamo amarci l’uno con l’altro o morire”. Lo spot alludeva chiaramente al candidato repubblicano Goldwater che protesto’ per la messa in onda. Quindi fu ritirato. Era la preistoria delle campagne negative ( ( ( televisive ) che sono cominciate quando si e’ votato per la prima volta.
Ci torniamo su nelle prossime settimane perché questa stagione elettorale e’ da manuale pubblicitario.

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