Detroit , il luogo ( comune ) della fine della manifattura americana

2 feb

DETROPIA, e’ un nuovo documentario su Detroit. Da quando ho iniziato a girare ( e poi chiuso, con pause,  in sei mesi ) BENVENUTI A DETROIT ( con Alberto Engheli ) sono passati due anni. Era il gennaio del 2010. Da allora,  quello che leggo e mi dicono quelli che ho conosciuto in quella struggente città’ e’ che le cose non vanno bene, anche se alla Chrysler sono migliorate. Sono migliorate anche grazie ai sindacati che hanno accettato il piano Marchionne , con i due livelli diversi di paga tra nuovi assunti e vecchi operai.
Da allora la produzione di libri fotografici e documentari sulla citta’ e’ stata copiosa. L’attrazione per quel luogo, eretto a simbolo della fine della manifattura in America continua ad essere potente. Ma le cose cambiano. Ora ci sono altri luoghi che raccontano questo paese e la fase che attraversiamo più correttamente. Luoghi dove le telecamere non vanno. Di questo si devono essere conto le due brave autrici di Detropia appena presentato al Sundance, dove ha vinto un premio. Ho visto il documentario ed e’ bello ma loro stesse dicono anche nel video you tube qua sotto che, girando, si rendevano conto che la storia da raccontare era più larga e complessa.
L’industria a Detroit, tagliata di mille rami ( che significano vite, famiglie, case, scuole ) resiste. Gli operai licenziati raccolgono acciaio, ferro, rame e finiscono di smantellare le fabbriche abbandonate, stando attenti a non essere beccati dalle polizie private. Poi vendono questi pezzi di storia che finiscono in Cina, a fare nuove fabbriche. Tutto questo lo avevo visto due anni fa e continua. Il discorso di Obama sullo Stato dell’Unione ha detto di questo viaggio verso la Cina della manifattura americana. Non proprio questo ma ci siamo capiti. E’ arrivato il momento di una nuova narrazione di questo paese.

http://youtu.be/AKeM3Vo4nkE

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