Morire di streaming

14 set

In America, guardo più basket che calcio. Tifo Knicks, la squadra di New York. Che va malissimo da anni.
Non mi perdo una partita. Al Madison o in televisione.
Leggo che lo streaming sta dando seri colpi agli ascolti di ESPN e MSG a cui sono abbonato, appunto per vedere i Knicks. Oltre tre punti di share in meno in un anno e perdita secca di fedeli.
La conta degli spettatori online è vitale per l’industria televisiva in generale ma soprattutto per lo sport, che vive di live e diritti venduti ai networks.
Il segmento demografico 18-49 anni è quello che più utilizza lo streaming ed è quello che determina il costo della pubblicità in tv.
La partita va oltre la sfida tra tv generaliste e non, come in Italia.
L’ascolto è uscito dalla televisione e il tentativo disperato è quello di tenerlo in piedi, vendendolo insieme a quello degli sdraiati sui divani.
È la sfida della contemporaneita’, per dirla con alcuni fresconi che fanno tv da noi e usano la parola magica ( contemporaneita’ ) senza sapere come declinarla. Come se bastasse un drone a capocchia.

Italians

13 set

Recentemente ho incontrato nella sala d’attesa del consolato italiano di New York cittadini americani che non parlavano una parola della nostra lingua ma erano titolari di un cognome italiano. Erano in fila per fare la domanda per un passaporto italiano-europeo.
Piu’ lontano nel tempo ricordo gli oriundi del calcio, nati in Argentina, che parlavano due parole della nostra lingua e indossavano la maglia azzurra.

Il “dibattito” sul diritto alla cittadinanza per chi e’ nato in Italia è imbarazzante. Umiliante per chi parla la nostra lingua meglio dei calciatori oriundi e degli americani in fila nel consolato di New York.

I nostri figli in giro per il mondo non sono turisti per caso. Sono andati a cercare lavoro e spesso hanno trovato un nuovo passaporto. Cosi’ va il mondo. Cosi’ andava il mondo agli inizi del secolo scorso quando gli italiani riempivano le navi in partenza per l’America.
Che pena aprire la televisione in questi giorni in cui riparte la stagione dei talk shows.

Dronati

12 set

Il drone nella televisione è il nuovo standard.
Utilissimo in casi come quello degli uragani in America.
Non c’è pero’ programma nella tv di casa nostra, in uscita dagli studi, che faccia a meno di dronarsi.
E’la contemporaneita’….
Il colmo si raggiunge con l’autore, intervistatore, che cammina e il drone che lo segue.
Dall’alto dei cieli.

PS Lo uso anch’io. Con parsimonia. E vergognandomene.

Ecco il video. Il nuovo capitolo. Le bambine di Calcutta crescono

4 set

Girlhood, l’idea è quella di seguire le 40 bambine di Calcutta per dieci anni.
Ecco il nuovo, terzo capitolo.

Guerra con la Corea del Nord

3 set

Ricorda lo storico.

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Le bambine di Calcutta crescono. Oggi in onda su Tv2000

3 set

Per il terzo anno in India.
Prosegue il racconto delle 40 bambine raccolte nelle strade di Calcutta.
E’ una storia che spero di continuare a seguire per anni ancora.
Oggi in onda alle 15.20 e 23.00 su TV2000, il nuovo capitolo.

Si riaccende la televisione a colori, forse. Dopo un’estate schifosa, in bianco e nero

2 set

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Non so quale e quanta sia stata la platea televisiva di questa estate, in Italia.
Ogni tanto, per abitudine, ho preso in mano il telecomando. A canali unificati il tema è stato quello dei migranti ( la stampa, peggio ). Sul finire di agosto il migrante stupratore ha vinto su quello nullafacente, per chiudere la stagione.
La televisione, che ormai conta meno del telefonino, distilla un racconto altro da quello che mi è capitato di ascoltare e girare negli ultimi tre mesi.

In America sono andato solo per una settimana e ci tornerò in autunno.
Dopo i fatti di Charlottesville è partita la brocca del revisionismo storico che ha tirato giu’ anche Cristoforo Colombo. Non potendo per il momento tirare fuori dalla Casa Bianca il suo attuale inquilino si fa la guerra al passato non sapendo come farla al presente.
La televisione, come ci ha raccontato il New York Times, non è rimasta indifferente “all’umore del paese”.
Per quel poco che ho visto e continuo a vedere da lontano c’è pero’una complessità, ricchezza e pluralità di voci tali che il panorama non è quello nostro. Le nicchie, che non sono più tali, di Netflix, Amazon, Hulu ecc ( ma anche Vice ) hanno portato la televisione fuori dalla televisione riducendone da tempo il peso specifico.
Gli stessi conduttori, padroni di una volta, sono ampiamente ridimensionati.
La prossima sarà una stagione fondamentale per la televisione. Per capire se rimarrà solo lo sport in tv o varrà la pena vedere altro.

Aereocomiche

26 ago

Tornato a Roma, al lavoro.
Ieri andata e ritorno a Palermo. Andata, Alitalia. Ritorno, Ryanair.
La sera sono uscito rintronato dal volo Hellzapoppin’ di Ryanair.
Assistenti di volo imbonitori non hanno smesso di parlare un attimo, anzi un “attimino”, come spesso dicevano. Vendevano cibo e bevande e questo vabbe’. “Abbiniamo un panino, signora ?” ( al caffè ).
Insieme a campioni, credo di profumi, a resti di euro che vagavano, a biglietti di gratta e vinci.
Senza un “attimino” di sosta la tentata vendita vietava riposo, lettura ma mi ha regalato un paio di compagni di viaggio che hanno cominciato ad inanellare battute come fossero il maestro Osho de Roma.
Alla fine comunque, nei comodi sedili, le gambe non in bocca come sul volo Alitalia.

Le librerie supermercato di Amazon

20 ago

Camminando ieri per la 34 West ho visto una vetrina che annuncia la prossima apertura di un’altra libreria di Amazon.
Non sono dunque pop up stores. Ero passato un paio di giorni prima per il negozio Amazon già aperto dentro Time Warner, a Columbus Circle.
Pensavo di essere stravolto da effetti speciali e mi sono trovato a ciondolare dentro una libreria fisica non diversa da quella virtuale in cui ordiniamo libri ma guardiamo anche serie tv e facciamo tutto, anche la pasta.
I libri sono ordinati per generi e non come siamo abituati per narrativa, saggistica, ecc.
Quando ne prendi in mano uno, trovi accanto suggerimenti per altri “di argomento simile”. Come nei supermercati, appunto.
Dopo cinque minuti via di corsa. Anche perche’ non c’era dove sedersi, tranne un paio di strapuntini. E nemmeno il caffè, che ormai va con il libro come la doppia panna con il cioccolato.

Dicono che Barnes & Noble, il colosso che ha distrutto le piccole librerie indipendenti, stia barcollando-tremando.
Io mi sono rifugiato nel Barnes & Noble di Union Square, che al confronto di Amazon Books mi sembra la libreria di Ferlinghetti a San Francisco.

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David Letterman reloaded. Attaccato alla tv

19 ago

In una lunga intervista radio a Howard Stern, David Letterman si racconta.
Esce fuori che da telespettatore segue MSNBC, come tanti in questi giorni.
La televisione all news che ha superato Fox News. Un regalo di Trump.

Se anche Fallon

17 ago

In questi pochi giorni di ritorno a New York ho ripreso a guardare televisione.

Tra le tante cose viste ( commovente la madre della vittima dei nazi a Charlottesville ) segnalo il buon Jimmy Fallon che di solito vola leggero sulla realta’.

Detroit, al cinema Charlottesville, in tv

15 ago

Vedere Detroit al cinema e poi aprire una delle televisioni all news fisse su Charlottesville non è come chiudere la forbice dei 50 anni che separano gli scontri di ieri e oggi. Paragoni implausibili ma richiamati  da stampa e critici.
Detroit, il film del premio Oscar Bigelow, è girato come un documentario, con la camera sporca che arriva muovendosi sui dialoghi, sulle azioni proprio come fanno le televisioni delle breaking news. Quindi formalmente il paragone regge.
Detroit è un film che ti bevi senza mollare un secondo ma duro da mandare giu’.
È una storia ricostruita, in parte fiction, fino a dove è arrivata la scrittura- inchiesta. Scava sempre dentro la storica ferita americana della schiavitù’ che gli otto anni di Obama non hanno chiuso e che Trump ha definitivamente riaperto.

Una parte della critica ha eccepito sulla costruzione dei personaggi di Detroit. Finisce il film, tiriamo un sospiro di sollievo ma non sappiamo molto dei “cattivi e dei buoni” che abbiamo visto per più di due ore. A me non è mancato di vederli a casa loro, eccetera.
Alla fine li conosciamo. Come abbiamo imparato a conoscere la vittima di Charlottesville ed il suo investitore assassino. In breve perdono identità per diventare simboli. Di questi tempi duri in cui un film che racconta una storia di 50 anni fa puo’ essere scambiato per contemporaneo. E viceversa.

Shonda Rhimes a Netflix. Come comprare Neymar. La televisione esce dalla televisione.

14 ago

Sono per qualche giorno a New York. Apro la tv che d’estate funziona come d’inverno.
Con serie che partono e in onda come in autunno.
Oggi in questo flusso, che ha pause ma non migra tutto su una Temptation Island, è arrivata la notizia che potrebbe cambiare il corso della televisione generalista.
Shonda Rhimes va a Netflix.La signora della televisione in quindici anni alla ABC si è inventata Grey’s Anatomy, Scandal, How to Get Away with Murder ecc.
Questo è il primo vero acquisto che rompe il mercato televisivo cosi’ come lo conosciamo.

MigrantTV. A reti unificate

8 ago

Quel che rimane dei talk shows ( in generale e d’estate peggio ) va in onda a reti unificate.
Masticano solo emergenza migranti. Che non esiste.
La penisola è intanto circondata da gommoni, barchini e barconi di villeggianti.
Girando in questi mesi per il paese a me sembra che l’emergenza sia quella del lavoro. Di giovani e meno giovani. Di chi un lavoro sulla carta ce l’avrebbe ma non basta a tirare avanti.
Daje.

Pellegrinaggio

23 lug

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La contemporaneita’. Da Basquiat a Bono

17 lug

Ieri sera all’Olimpico per gli U2.
Musica distorta, come capita negli stadi ma perfetta musica da stadio.
Evocativa, celebrativa, trenta anni dopo. Molti di quelli che avevo accanto non erano nati nel giorno di Joshua Tree. Tutti conoscevano le parole delle canzoni. Il film che scorreva alle spalle era un’idea di America. Per quelli ( come me ) che pensano che l’America sia uno “state of mind”. Piu’ che quella di Reagan o Trump.
Tutti quelli che avevo accanto mi sono sembrati belli. Sara’ stata la serata.
Prima ero andato a vedere la bella mostra di Basquiat. Scomparso trenta anni fa, quasi.
Poi uno dice “la contemporaneità”. Quella di trenta anni fa.

Aggiornamento

3 lug

Da due mesi non vedo “Morning Joe”, su MSNBC, ogni mattina, dalle 6 in poi.
E cosi’ mi sono perso quello che è contenuto nei video che seguono.

Ci rivediamo in autunno con questa roba da pazzi.

Intanto giro l’Italia, con rapidi passaggi a Roma.
Da settembre in poi andranno in onda cose su TV2000 e ci sara’ tempo per tornarci sopra.
Ho visto poca televisione in queste settimane. Mi sono appassionato ad alcuni meravigliosi canali locali e al calciomercato, buttato in alberghi a volte con wifi ballerino.
In una pausa vacanziera mio figlio arrivato da Trumpland mi ha “educato” ancora una volta sulla reale funzione di servizio pubblico che svolge la televisione. Quella di badante per anziani. Sconvolto ( mio figlio ) dal peso della politica nelle generaliste italiane. Da una settimana con lui sono uscito con una valanga di storie da Instagram. La televisione che si passano su Snapchat quelli che comprano e che insegue la pubblicità ha la durata di 120 secondi al massimo.
Le serie sono un bagaglio a mano da aprire nei viaggi.
Noi badanti della badante facciamo manufatti di interesse zero per gli under 21. Chiaro ?

La manutenzione della casella postale. Rotta

8 apr

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Sono in India. Come sempre, da queste parti, bene.
Lontano dalla televisione. Dalle serie tv ma anche da Bobo Vieri intervistato da Cattelan e da Trump intervistato da se stesso.
Sempre piu’ lontano dal blog che curo, tra abbandoni e intensi colpi d’amore, da piu’ di sei anni.
Dopo il ritorno a New York ci sarà l’Italia, forse a lungo.
Non ho voglia di far diventare questo blog un diario e/o accenderlo sulla televisione italiana.
È arrivata l’ora di una lunga pausa.
Non sono altrove ( Twitter, Facebook, Instagram, ecc.)

PS Ci risentiamo, chissà , quando questo viaggio indiano andrà in onda

Per il terzo anno in India. Le bambine di Calcutta crescono

2 apr

Torno alla casa delle 40 bambine, ad un’ora da Calcutta.
Girlhood, piccole donne crescono.
L’anno scorso ando’ cosi’.

WATCH OVERTIME ON YOU TUBE, la soluzione ai talk shows bulimici

1 apr

Il Venerdi sera guardo, quando posso e altrimenti recupero poi, il talk politico di Bill Maher, comico, su HBO. Ospiti spesso buoni, dopo il monologo, per una durata complessiva di un’ora.
Gli ascolti, ottimi per HBO. Sopra i due milioni in tempo reale che diventano il doppio nel corso della settimana con le visioni on demand.

Bill Maher fa sempre una cosa che è la soluzione al problema dei talk shows all’italiana che si allungano nella notte, senza pietà. Alla fine del programma, invita ad andare su You Tube dove continua con gli stessi ospiti in streaming. La comunità che lo segue è in media di 30-50mila spettatori.
Il travaso di una porzione di pubblico, con l’ovvia secca diminuzione della platea, è esattamente quello che sarebbe nei desideri di chi dovrebbe fare “televisione contemporanea” ma non sa come farla.
E’ stato acclarato che chi continua a seguire su You Tube è quella porzione di consumatori piu’ giovani che si prova ad acchiappare con il retino per le farfalle. Eccolo il retino.

La politica per tre ore in prima serata è una follia italiana che è stata decretata morta dagli ascolti.
Infatti nell’ultima ora di trasmissione ormai si vaga, ubriachi, tra un pezzo sui cavoli al mercato e uno sulle donne dell’est e dell’ovest.
Continuare il programma su Internet e rompere la prima serata di chiacchiere interminabili, ecco la linea.
Non c’è da inventarsi niente. Basta copiare.

Guardare HOMELAND, sesta stagione, per capire quello che sta accadendo

1 apr

Leggo che Homeland, sesta stagione, non sta andando in onda contemporaneamente in Italia e Stati Uniti.
In America abbiamo visto dieci puntate. Ne mancano due.
Niente spoilers. Dico solo che quello che sta accadendo dentro National Security e Fbi è dentro Homeland. Tale e quale. È tutto scritto. Anche il finale.

New York, mostre. Gigantismo e minimalismo

31 mar

Che ci stai a fare a New York se non ti prendi del tempo per fare due passi dentro musei, gallerie che sono contenitori in cui l’incrocio tra privato, filantropia, volume di biglietti staccati non ha eguali al mondo  ?
E allora ecco l’affollata anteprima della “Age of Empires” al Metropolitan, arte cinese, che apre lunedi prossimo. Le statue di terracotta che non avevo mai visto, se non in fotografia.
Prima di andare al Met avevo letto Vanity Fair, che non c’entra con la mostra ma con il gigantismo che ha messo in crisi il grande onnicomprensivo museo americano.

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Poi ho girato a lungo, in incredibile solitudine, nel National Arts Club di Gramercy Park, dove è stata da poco aperta una mostra dei fotografi della Magnum con immagini di New York dal 1947 al 1960. Se questa raccolta di meravigliose fotografie fosse al Met o al MOMA ci sarebbe la fila fuori. Alcune foto mai viste, altre notissime.
Una sconsolata giovane curatrice mi ha detto all’uscita di non capire perche’ le sale fossero deserte. La colpa è di Instagram, le ho detto a casaccio.

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Da oggi su Netflix Hollywood e la seconda guerra mondiale. Da non perdere

31 mar

Assolutamente da vedere. La grande storia narrata da Meryl Streep.

 

Jungletown il nuovo Real World. VICE, la MTV della generazione smartphone

29 mar

La prima puntata di Jungletown (la nuova serie di Viceland, il canale tv di VICE) segna un definitivo passaggio di testimone.
MTV è stata la televisione della generazione che ha sposato musica e video e dato vita ai nuovi format dei docurealities. Real World di MTV (i sette ragazzi in una casa di una citta’ americana, ogni volta diversa) ha segnato una svolta storica nella storia della televisione.
Si, certo, c’era stato il racconto della PBS su una famiglia americana e quella “up series” britannica che dal 1964, ogni sette anni, ha mandato in onda quattordici bambini, oggi anziani baby boomers. Ma MTV ha serializzato un modo di fare televisione in cui la forma, il montaggio ancora piu’ dei contenuti, hanno sepolto la vecchia televisione. Grande Fratello e fotocopie varie nascono da quella rivoluzione.
Ma siamo al secolo scorso. Non propriamente ma per dare il senso della contaminazione che ha poi ibridato la televisione con i telefoni, gli strumenti con il loro uso.
VICE ha letto meglio di altri questa mutazione ed è riuscita a specchiarla, anche oltre i suoi meriti.
La confezione dei suoi prodotti è tagliata sulla generazione che ricava tutto quello che sa dal telefono.
Viceland, il canale televisivo che a New York trovo al numero 133, mette in fila le sue merci, come semplice megafono di una fruizione piu’ larga, liquida, senza tempo.
Eccoci cosi’ arrivati a Jungletown che frulla insieme il vecchio Real World con Survivor, Grande Fratello con le Isole dei non famosi.

Siamo a Kalu Yala, nella giungla di Panama, dove in un villaggio “eco-sostenibile” (per dire di una vita difficile) arrivano 80 “stagisti” che pagano 5000 dollari per mischiarsi ad altri 40 che dovrebbero sapere cosa fare per alimentarsi, costruire ricoveri, trovare acqua, eccetera. Sono in tanti per ora e quindi i caratteri sfuggono e alcuni fuggono proprio perche’ non ce la fanno.
Una miscela di ideali, approssimazioni, spinte generose e altre piu’ o meno indotte da genitori consenzienti e non, che vediamo intervistati.
Siamo come in un Real World allargato che evoca utopie e fa a pugni con una realta’ che va oltre la gita degli scout. E’ un mondo interessante, altro da quello da cui i ragazzi provengono, almeno nel perimetro delle cose di cui ci circondiamo e che diamo per scontate. Con il fantasma di una nuova Jonestown e un leader da scoprire nei prossimi episodi.

Ampio uso dei droni, come ormai routine, per dare l’idea della vastità della giungla in rapporto al piccolo nucleo di nuovi occupanti e un montaggio che taglia continuamente la possibilità di capirci di piu’. Ma questa è la “contemporaneità” (televisiva ) miei cari, dove l’attenzione è misurata in secondi e oltre c’è il panico dell’ascolto.
Detto questo, la storia è intrigante in una misura che va oltre esperimenti simili di costruzione di nuovi mondi nel passato, da Kid Nation della CBS a Utopia di Endemol.
In Jungletown non ci sono vincitori, nominations, eliminazioni. È il tentativo di costruire un esperimento sociale (detto senza ironia) ma soprattutto televisivo.

La mia migliore amica non c’è più

29 mar

Questa mattina al TG-show di MSNBC che guardo sempre si parlava di healthcare, di sanita’.
Mika Brzezinski, conduttrice, ha ricordato la sua migliore amica, scomparsa a 50 anni.
Sono stati due minuti e trenta in cui, credo, in tanti siamo andati al nostro amico, alla nostra amica persi.

Una cosa buona per l’occupazione Trump la sta facendo

27 mar

Esplodono gli abbonamenti sul digitale del New York Times e il Washington Post. Gli ascolti tv alle stelle.
A Washington i networks televisivi assumono. Le riviste date per morte assumono. I siti di investigazione assumono.
Una cosa buona per l’occupazione Trump la sta facendo. Ha rimesso in piedi il mestiere di giornalista.
Non sono i posti di lavoro persi nelle miniere di carbone (come aveva promesso) ma sono pur sempre dollari a fine mese per lavoratori americani.

60 MINUTES sull’arte della manutenzione delle fake news. With a little help from Twitter and Facebook

27 mar

Uno dei pezzi di 60 Minutes andato in onda questa domenica ha investigato le fake news.
Quelli che fanno i soldi con le junk news. Di destra e di sinistra. Quelli che moltiplicano i retweets.
Quelli che ci credono, con la quinta elementare o una laurea. Quelli che prendono le news da Facebook e Twitter che hanno moltiplicato le boiate.
Io le news le becco dalle homepages dei siti di cui mi fido. Come ho sempre fatto. Old style.

La televisione all news che ha conquistato la Casa Bianca

26 mar

È un partito, un movimento se preferite.
FOX News, la televisione di Murdoch, che trovi digitando il numero 44 a Manhattan è la dimostrazione della rilevanza dell’elettrodomestico dato per morto un giorno si e l’altro pure.
The New York Times ci racconta 18 ore passate a guardare FOX News, MSNBC e CNN, le televisioni che di talk in talk, di breaking news in breaking news, tengono l’America incollata alla televisione nell’era Trump. Anche se non da oggi.
FOX News ci aveva regalato il Tea Party e, in generale, ha dato voce all’America che non è New York e la California. L’America che siamo soliti chiamare “profonda” per dire di una cosa che non conosciamo e ci fa anche un poco schifo ( perche’ non la conosciamo ).
Io, in verita’, la frequento per connessioni familiari e posso dire di saperne qualcosa. FOX News è aperta in ogni bar di quei territori che sono fuori dalla settimana di viaggio di nozze degli sposini italiani, europei.

FOX NEWS e MSNBC hanno rotto l’equivoco della televisione “oggettiva”, imparziale. Sono schierate  e non lo nascondono anche se nei loro slogans ci dicono il contrario. Con la differenza che i liberals, progressisti sono ovunque, in tutti i networks e FOX News lotta da sola o quasi. Per questo si è caricata il paese che negli anni della presidenza Obama ha macinato risentimento e si è sentito abbandonato, lontano da Hollywood, Washington, Manhattan.
Trump cita frequentemente FOX News nei suoi tweets e ricava dalla visione dei suoi programmi i fatti che rimbalza. È un ping pong perche’ FOX News fa lo stesso. Questo gioco mediatico si è fatto movimento, organizzazione.
La stessa CNN ha deciso di schierarsi e lo ha fatto contro Trump. Era difficile tenersi fuori.

FOX News ha perso negli ultimi mesi il suo storico fondatore Roger Ailes, accusato da conduttrici del network di molestie sessuali. Ha perso anche il suo volto simbolo, quella Megyn Kelly che si è scontrata con Trump in uno dei dibattiti della campagna elettorale. I vuoti non si sono risolti in perdita di telespettatori.
La televisione schierata vince. Anche MSNBC e CNN stanno godendo della radicalizzazione che hanno abbracciato.
Ci sono lezioni da imparare per noi, volendo. La televisione italiana grillizzata nei talk shows serali, per evidenti ragioni di ascolto, segna un cambio di marcia storico nella gestione del servizio pubblico. Per decenni il piccolo schermo ha specchiato il partito, le coalizioni al potere. Oggi ha fatto un salto nel futuro. Come FOX News si è fatta movimento. Ma all’italiana, “a sua insaputa”.

Bill Maher&Trump

26 mar

Nel giorno della disfatta repubblicana. Su HBO.

Crozzology

26 mar

Ho visto Fratelli di Crozza finalmente andare su Grillo.
Ben scavato vecchia talpa.